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02-04-2006 |
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| COPPA ITALIA MBO AD ARSAGO SEPRIO | ||||
di Stefano Galletti |
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Quarta disciplina a prendere il via della stagione nazionale dopo la conclusione delle gare di SCI-O, dopo la Coppa Italia di Refrontolo e i primi appuntamenti del trail-O, la Mountain Bike Orienteering approfitta del week-end del 1° e 2 aprile per rifarsi il look ed impossessarsi del calendario nazionale. Questo, almeno, avviene in Lombardia grazie ad una “non-due-giorni” che vede al sabato i concorrenti impegnati nel campionato a staffetta e alla domenica nella prima prova di Coppa Italia. Partiamo da quest’ultima e vediamo come sono andate le cose. Sulla nuova carta di Arsago Seprio (Varese), appena a sud delle carte di Golasecca e della zona di Sesto Calende, l’Unione Lombarda Milano ed il tracciatore Remo Madella danno il benvenuto per una long distance su un terreno abbastanza piatto e scorrevole ma con tanti cambi di ritmo in un dedalo di sentieri e tracce che si dipanano al di qua ed al di là dell’autostrada. La giornata parte fresca ma si conclude con un bel caldo quasi inedito per il 2006, il che aiuta i concorrenti a districarsi nei tanti chilometri dei percorsi: saranno oltre 32 per gli Elite maschili e circa 25 per le Elite femminili, ma i commenti positivi al traguardo testimoniano che distanza e impostazione di gara sono stati graditi ai concorrenti più allenati e più avvezzi alle competizioni di alto livello. Tra le donne Monica D’Amico (Erebus Vicenza) impone la sua legge distaccando di 18 minuti la prima delle rivali, Milena Cipriani (Panda Valsugana) che invece la spunta di soli 6 secondi si Cristina Turolla (Punto Nord Monza) per il secondo posto. Uno sguardo appena più attento segnala che Milena è stata in testa nella prima mezz’ora di gara finendo per pagare il pesante distacco in due sole tratte da 14 e 10 minuti ciascuna, con qualche guaio meccanico a rendere più ardua una prova senza dubbio positiva. Più regolare la prova di Turolla che ha preceduto di oltre 4 minuti Marina Plesnicar (CAI XXX Ottobre). Commento di una concorrente al traguardo: “per qualche tempo mi devo scordare la minigonna”, perchè i rovi bassi hanno mietuto qualche vittima anche in questo periodo dell’anno, ma ci vuole altro per fermare queste Elite che vanno veramente come dei trattori inarrestabili! Tra gli Elite la fanno da padrone non solo le gambe e la concentrazione ma anche i mezzi meccanici, in particolare le gomme: Giorgio Paoli fora due volte, ripara con la bomboletta spray ma può proseguire solo grazie ad un concorrente che gli passa una pompetta che si rivela indispensabile per portarlo fino al traguardo Michele Mogno fora anch’egli ed attende il soccorso di qualche concorrente, ma sulla sua scelta di percorso non passa nessuno e si deve ritirare. Anche Andrea Cipriani ha i suoi bei problemi ed il 15esimo posto finale non rende giustizia al primo frazionista della nazionale italiana. Per la serie “le vecchie volpi” ... vecchie??? va in scena anche un Daniele Sacchet (US Primiero) in forma come non mai, che patisce problemi meccanici ad inizio gara e precipita all’ultimo posto ad 11 minuti dal primo per poi lanciarsi in una rimonta che lo porta fino al quarto posto... a 9 minuti dal leader con una mezz’ora di grande esplosività tra l’ora e l’ora e mezza di gara. Davanti a lui Ivan Gasperotti (Gronlait), costantemente attorno al terzo posto per tutta la gara, e salendo ancora ecco il peso leggero Giaime Origgi (IK Prato), con solo un paio di passaggi a vuoto alla terza e dodicesima lanterna. Ma il numero uno per oggi è Alessandro Gaspari (GS NordEstTarcento), forse non proprio il favorito ma costante per tutta la gara ed in grado di interpretare al meglio le insidie del tracciato fino a chiudere con quasi due minuti su Origgi. Un buon commento di Sacchet: se fosse stato consentito ai concorrenti “tagliare” da un sentiero all’altro (come è consentito nelle gare internazionali e di mondiale) la gara sarebbe stata ancora più probante e divertente, infatti ciò avrebbe messo ancora a più dura prova la concentrazione e la lettura dei concorrenti. Nelle altre categorie è evidente la “volata” in D20 tra Stephanie Bethaz (IK Prato) e Claudia Grassi (Varese orienteering) con soli 12 secondi di distacco, e quella in H15 tra Stefaan Kofler (T.O.L.) e Marco Palmieri (Nirvana verde) con capovolgimento di fronte all’ultima lanterna. Ma anche Giancarlo Contin (Erebus Vicenza) deve guardarsi dal ticinese Michele Guglielmetti (Sant’Elia Viggiù) nonostante 12 migliori parziali su 17 lanterne. Il duo di inossidabili veterani del GS OrientExpress Verona composto da Guido Cantù e Beniamino Brazzoli mette a segno l’ennesima doppietta in H45 e H55, ed il dominio veneto con i podi di Albertino Parnigotto (Erebus Vicenza) e Roberto Manea (Misquilenses) in H45 e Giuseppe Chemello (Misquilenses) in H55 è disturbato solo dal “vecio” Giancarlo Dell’Eva (GS Caleppiovinil) che sul furgone di società porta i suoi ragazzi alla gara e fa loro vedere di che pasta è ancora fatto. Ed anche Stefano Dematté, driver del camperone targato Trent-O sfiora il podio in H45 dopo una gara tutta all’attacco ma rovinata da un brutto parziale alla penultima lanterna. Le altre vittorie di giornata, e prime fughe in Coppa Italia, per Laura Piatti (Orienteering Como – D35), Stefania Garavaglia (Nirvana Verde – DA), Francesco Gatti (Punto Nord Monza – H12), Denis Shutkovsky (Orienteering Como – H18), Davide Fumagalli (IK Prato – H20) e per l’altro ticinese Elia Stampanoni (Capriasca – HA) |
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